Stefano Lucarelli

Stefano Lucarelli è ricercatore confermato di Economia Politica presso il Dipartimento "Hyman P. Minsky" dell'Università di Bergamo. Laureatosi in discilpine economiche e sociali presso l'Università Bocconi ha poi conseguito il Dottorato in economia politica presso l'Università Politecnica delle Marche.
Le sue principali pubblicazioni sono apparse su "European Journal of Economic and Social Systems", "International Journal of Political Economy", "Review of Social Economy" e in volumi collettanei editi da Routledge, Edward Elgar, Peter Lang, Semiotext(e). Tra queste si segnalano A Financialized Monetary Economy of Production (2011), Financializazion as Biopower (2010) e  Money and Technological Change The role of Financing in the Process of Evolution (2008), Special Issue dello "European Journal of Economic and Social Systems" curato insieme ad Andrea Fumagalli.
Ha tradotto dal francese con Hervé Baron, curato e introdotto con Andrea Fumagalli, l'edizione italiana di "Dall'euforia al panico. Pensare la crisi finanziaria", di André Orléan, ombre corte, 2010.
Tra il 2004 e il 2006 ha tenuto su "il manifesto" la rubrica "Nel nome di Caffé". Con Luca Fantacci coordina dal Maggio 2010 il gruppo di lettura sulla "General Theory" di John Maynard Keyens.

Pagina del docente sul sito dell'Università degli Sudi di Bergamo


Articoli pubblicati


I due volti di un uomo di governo

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Quella voce roca

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Brera bene comune - Accademia delle Belle Arti di Brera, 29-30 novembre e 1 dicembre 2012

Stefano Lucarelli

ABSTRACT. Propongo una riflessione che contribuisca al percorso istitutivo di Brera inteso come bene comune, a partire da tre diverse linee di ricerca: 1. i lavori della Commissione Rodotà, 2. le ricerche di Elinor Ostrom, 3. la teoria dei valori confliggenti di Alois Riegl. Tento poi di porre questo ragionamento nella prospettiva del modello di sviluppo delineato da Keynes, in cui l’indirizzo delle risorse monetarie verso i beni culturali intesi come beni comuni ha la funzione di contenere il movente speculativo e la propensione alla tesaurizzazione che caratterizza un mondo corrotto dall’amore per il denaro.